Monti Rugby Rovigo Junior

La sezione giovanile della Rugby Rovigo è la Monti Rugby Rovigo Junior, che deriva dalla fusione della Monti e della Junior, due società che si occupavano anche in precedenza del rugby giovanile, la prima dei più piccoli, la seconda dei più grandi.

La società è fortemente impegnata, sin dalla sua origine, che risale solamente a tre anni addietro, non solo nel mantenimento e nello sviluppo del rugby giovanile in città, ma anche nell’opera di costruzione di un progetto Polesine, in questo affiancata anche dalla Delta, e che coinvolge già le società di Badia, Villadose e Porto Viro, ma che ha l’ambizione di estendersi a tutte le società rugbystiche del territorio, per favorire il potenziamento dell’entusiasmo attorno a questo bellissimo sport, per irrobustire le sue strutture e fare crescere il numero dei suoi giovani praticanti.

Pertanto, oggi la Monti Rugby Rovigo Junior collabora strettamente con le società sopra ricordate, fornendo supporto tecnico e, in certi casi, anche economico. Questi sforzi hanno già portato a un aumento dei giovani praticanti e del numero delle squadre iscritte ai campionati giovanili, con quattro squadre under 16 e tre under 18, oltre alle molteplici squadre dei più giovani, che sono direttamente curate, anche in relazione all’età dei praticanti, in loco dalle società collegate.

Questa organizzazione comporta anche l’avvio, per coloro che lo desiderino, usciti dalle giovanili, verso la società del capoluogo o le società consorelle di Badia e di Villadose, in modo che tutte ne vengano rinforzate con giovani del territorio.

Da quest'anno è stata istituita presso la Monti Rugby Rovigo Junior un’Accademia per giovani under 18 che comprende, caso unico per ora in Italia - per questo è chiamata sperimentale - atleti che vivono in famiglia perché residenti in città o paesi dai quali si raggiunge facilmente Rovigo e altri che, invece, oltre che studiare a Rovigo, soggiornano nella nostra città.

La Monti Rugby Rovigo Junior considera questa Accademia come una sfida, nel senso che vuole con tutte le sue forze che essa dia risultati molto brillanti, e possa servire come “campione” al fine di vedere ripetuta questa soluzione in tante altre città nelle quali il rugby è sport importante e sviluppato.

L’idea – fondante di tutte queste attività è che il rugby è uno sport altamente educativo, che i ragazzi che lo praticano devono anche essere studenti modello, e che l’impegno che mostrano i giovani atleti deve essere un esempio di stile di vita sana, morale, rispettosa delle regole e formativo degli uomini di domani.

I giovani, in questo percorso, sono accompagnati e seguiti amorevolmente da tecnici valenti e preparati (capeggiati da Nicola Mazzuccato, con il quale collaborano in molti, fra i quali importante l’ex All Black Joe McDonnell), da tutores che li aiutano a superare le difficoltà che possono incontrare, e da un grande numero di volontari, spesso ex rugbysti, ma non solo, essendo molte signore anch’esse volontarie, promo fra i quali lo stesso presidente della società, Attilio Roversi. Queste presenze dimostrano che è molto diffusa la convinzione che occuparsi dei giovani che praticano questo sport sia attività importante, socialmente utile e gratificante. E di questo tutto il movimento è loro grato